NEWS LUGLIO2017

LE NOVITÀ DEL MODELLO 770/2017 – LAVORO DIPENDENTE E ASSIMILATO
Il modello 770 quest’anno cambia veste a seguito dell’unificazione dei precedenti modelli 770 Semplificato e 770 Ordinario.
Rimane invariato il termine per la trasmissione telematica, fissato dall’articolo 4, comma 3-bis, D.P.R. 322/1998 al 31 luglio di ogni anno.
Già dallo scorso anno sono stati notevolmente snelliti i dati da inserire nel modello 770, che per la parte che attiene ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, è costituito, oltre che dal Frontespizio, dai quadri ST, SV e SX, necessari all’Amministrazione finanziaria ai fini del controllo dei versamenti delle ritenute relative ai redditi certificati nelle certificazioni uniche, già inviate all’Agenzia delle entrate entro il 7 marzo, dal quadro SY relativo alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi e dal nuovo quadro DI, relativo alle dichiarazioni integrative.
La Legge di Stabilità 2016 (articolo 1, comma 952, L. 208/2015), infatti, modificando l’articolo 4, comma 6-quinques, D.P.R. 322/1998, ha da un lato attribuito valore dichiarativo ai dati trasmessi con le CU, equiparandole a tutti gli effetti ai dati che fino all’anno precedente venivano inviati con il modello 770, e dall’altro ha previsto l’incremento dei dati da trasmettere entro il 7 marzo all’Agenzia delle entrate con le CU, modello ordinario, includendo tutti i dati fiscali, compresi quelli relativi alle operazioni di conguaglio effettuate dal sostituto a seguito di assistenza fiscale prestata.
Di seguito si analizzano alcune particolarità di compilazione, nonché le novità, delle sezioni del modello 770/2017 che riguardano le ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati.

FRONTESPIZIO
Come di consueto il frontespizio contiene i riquadri destinati all’indicazione del tipo di dichiarazione, dei dati relativi al sostituto, al rappresentante firmatario della dichiarazione, alla redazione e alla firma della dichiarazione, nonché all’impegno alla presentazione telematica e al visto di conformità.
All’interno del riquadro “Tipo di dichiarazione” è presente la nuova casella “Tipologia sostituto”, che dovrà essere compilata utilizzando uno dei seguenti codici:
•    1, se si tratta di un sostituto che ha operato solo ritenute da lavoro dipendente e/o ritenute da lavoro autonomo (soggetto che fino allo scorso anno era tenuto alla compilazione del modello 770 Semplificato);
•    2, se si tratta di un sostituto che ha operato sia ritenute da lavoro dipendente e/o ritenute da lavoro autonomo che ritenute da redditi di capitale (soggetto che fino allo scorso anno era tenuto alla compilazione sia del modello 770 Semplificato che del modello 770 Ordinario);
•    3, se si tratta di un sostituto che ha operato solo ritenute da redditi di capitale (soggetto che fino allo scorso anno era tenuto alla compilazione del modello 770 Ordinario).
Il riquadro “Redazione della dichiarazione” è composto da due sezioni, denominate “Quadri compilati” e “Gestione separata”.
La sezione “Quadri compilati” deve essere utilizzata per indicare i quadri che compongono la dichiarazione, barrando le relative caselle.
La sezione “Gestione separata” deve essere compilata dai sostituti d’imposta qualora intendano trasmettere separatamente i flussi riferiti al Modello 770.
Continua ad essere data facoltà, infatti, ai sostituti d’imposta di suddividere il modello 770 in più flussi, inviando, oltre al frontespizio, i quadri ST, SV, SX e SY relativi alle ritenute operate sui redditi di lavoro dipendente ed assimilati separatamente dai quadri ST, SV, SX e SY, relativi alle ritenute operate sui redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi e, in un altro flusso, tutti i quadri relativi alle ritenute operate su dividendi, proventi e redditi di capitale con i connessi quadri SS, ST, SV, SX e SY.
In tal caso dovranno essere barrate le singole caselle “Dipendente”, “Autonomo” e “Altre ritenute” per indicare il flusso che viene inviato all’interno della dichiarazione.
Non è più richiesta l’indicazione del codice fiscale del soggetto che presenta la restante parte della dichiarazione.

QUADRO DI
Nuovo è il quadro “Dichiarazione Integrativa”, introdotto per gestire i dati relativi all’eventuale maggiore credito derivante da dichiarazioni integrative a favore, presentate nel 2016, con riferimento a periodi d’imposta per i quali non sia ancora trascorso il termine dell’accertamento previsto dall’articolo 43, D.P.R. 600/1973 (quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione).
Il quadro deve essere compilato, infatti, dai soggetti che, in base a quanto previsto dall’articolo 2, D.PR. 322/1998, come modificato dall’articolo 5, D.L. 193/2016, nel 2016 hanno presentato una o più dichiarazioni integrative oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello di riferimento della dichiarazione integrativa (ad esempio dichiarazione integrativa 770/2013 relativa al 2012 presentata nel 2016).
L’eventuale maggior credito risultante dalle dichiarazioni oggetto di integrazione a favore, presentate oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, può essere utilizzato per compensare il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa. A tal fine, nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa, va indicato il credito derivante dal maggiore credito risultante dalla dichiarazione integrativa, da esporre nella colonna 5 del quadro DI.

QUADRI ST, SV
Il quadro ST, come di consueto, contiene i dati relativi alle ritenute alla fonte operate, alle trattenute di addizionali regionale all’Irpef, alle trattenute per assistenza fiscale e ad alcune imposte sostitutive, nonché dei relativi versamenti effettuati dal sostituto.
Per quanto attiene ai redditi di lavoro dipendente e assimilato, le sezioni da compilare sono sempre le prime due e, precisamente, nella prima (Sezione I – Erario) devono essere indicati i dati relativi alle ritenute Irpef e alle imposte sostitutive, mentre nella seconda (Sezione II – Addizionale regionale) devono essere indicati i dati relativi alle trattenute effettuate a titolo di addizionali regionali all’Irpef.
Il quadro SV, come sempre, contiene i dati relativi alle trattenute di addizionali comunali all’Irpef e alle trattenute per assistenza fiscale, nonché i relativi versamenti effettuati dal sostituto.
Cambia in parte la struttura di questi quadri, in quanto non è più presente il punto “Importi utilizzati a scomputo”, nel quale negli anni passati andavano esposte e quindi spiegate le compensazioni interne non visibili nel modello F24.
I crediti esposti in compensazione esterna, utilizzando gli appositi codici tributo nel modello F24, andranno invece riportati solo nel quadro SX, distinti, in ragione della tipologia di credito, nelle colonne corrispondenti.
Le istruzioni evidenziano, infatti, come punto di attenzione, che le compensazioni effettuate nel modello di pagamento F24 utilizzando i codici tributo a credito, istituiti con la risoluzione n. 13/E/2015 e n. 103/E/2015, non devono essere riportate nei quadri ST e SV. Di conseguenza, in questi casi, gli importi indicati nel punto 2 “Ritenute operate” e nel punto 7 “Importo versato” dovrebbero di norma coincidere.
Qualora, entro i termini di consegna delle CU, il sostituto d’imposta abbia restituito al sostituito ritenute Irpef e trattenute a titolo di addizionali regionale all’Irpef operate nell’anno e non dovute in tutto o in parte, nel punto 2 deve essere indicato l’importo effettivamente dovuto (importo originariamente prelevato al netto delle restituzioni), risultante dalle certificazioni, e nel punto 7 “Importo versato” deve essere riportato l’importo effettivamente versato. In tal modo, il sostituto d’imposta evidenzia direttamente un credito a lui spettante.
Una particolare modalità di esposizione è prevista qualora il sostituto abbia utilizzato per un unico pagamento i codici tributo che sono stati oggetto di accorpamento con la risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 13/E/2016.
A questo proposito le istruzioni chiariscono che, ad esempio, qualora il 16 febbraio 2017 il sostituto abbia effettuato un unico pagamento in F24 utilizzando il codice tributo “1001” e indicando il periodo 12/2016, con riferimento sia a ritenute di competenza 2016 operate su stipendi erogati entro il 12 gennaio 2017 che a ritenute su conguaglio di fine anno effettuato a gennaio 2017, deve essere compilato un unico rigo del quadro ST, avendo cura di inserire nel punto 10 le note B (versamento riferito a ritenute operate su somme e valori relativi al 2016 erogati entro il 12 gennaio 2017) e D (conguaglio dei redditi erogati nel 2016 nel mese di gennaio 2017).
La citata risoluzione, infatti, ha soppresso dal 1° gennaio 2017, tra gli altri, il codice tributo “1013 - Ritenute su conguaglio effettuato nei primi due mesi dell’anno successivo” e utilizzato, fino agli anni precedenti, in caso di conguagli di fine anno operati nei mesi di gennaio e/o febbraio dell’anno successivo, facendolo confluire nel consueto codice “1001” denominato “Ritenute su retribuzioni pensioni trasferte mensilità aggiuntive e relativo conguaglio”. Con riferimento all’utilizzo del codice tributo “1001” per il versamento delle ritenute sul conguaglio effettuato nei primi 2 mesi dell’anno successivo, la risoluzione ha precisato infatti che, in sede di compilazione del modello F24, nel campo “mese rif.” va indicato il mese “12” e nel campo “anno di riferimento” l’anno di competenza del conguaglio.

QUADRO SX
Il quadro SX deve essere compilato per riepilogare i crediti nonché i dati relativi alle compensazioni effettuate dal sostituto, includendo anche le compensazioni esterne, “visibili” nel modello F24, previste dall’articolo 15, D.Lgs. 175/2014, a partire dal periodo di competenza di gennaio 2015.
Nel modello di quest’anno, in corrispondenza del rigo SX1, sono presenti nuove colonne, destinate a un’esposizione più dettagliata delle varie tipologie di crediti.
Nel rigo SX1 colonna 5 “Credito marittimi imbarcati e assimilati” deve essere indicato il credito d’imposta previsto dall’articolo 4, D.L. 457/1997, esteso alle imprese che esercitano la pesca costiera, nonché alle imprese che esercitano la pesca nelle acque interne e lagunari, dall’articolo 2, comma 2, L. 203/2008, da utilizzare in compensazione mediante modello F24 (codice tributo 1634). Tale importo deve essere indicato al netto di quanto eventualmente recuperato in sede di conguaglio.
Nel rigo SX1 colonna 6 “Credito per famiglie numerose”, deve essere indicato il credito riconosciuto per famiglie numerose di cui all’articolo 12, comma 3, Tuir, relativo all’anno cui si riferisce la dichiarazione, da utilizzare in compensazione mediante modello F24 (codice tributo 1632). Tale importo deve essere indicato al netto di quanto eventualmente recuperato in sede di conguaglio.
Nel rigo SX1 colonna 7 “Credito per canoni di locazione” deve essere indicato il credito per canoni di locazione di cui all’articolo 16, comma 1-sexies, Tuir, relativo all’anno cui si riferisce la dichiarazione, da utilizzare in compensazione mediante modello F24 (codice tributo 1633). Tale importo deve essere indicato al netto di quanto eventualmente recuperato in sede di conguaglio.
Nel rigo SX1 colonna 8 “Credito derivante da conguaglio su somme di cui legge n. 208/2015” deve essere indicato l’importo del credito d’imposta sostitutiva del 10%, generatosi a seguito di effettuazione di operazione di conguaglio su somme erogate per premi di risultato o per la partecipazione agli utili dell’impresa da parte dei lavoratori (articolo 1, commi 182-190, L. 208/2015), assoggettate precedentemente a imposta sostitutiva e successivamente a tassazione ordinaria da utilizzare in compensazione mediante modello F24 (codice tributo 1627).
Come gli scorsi anni, una particolare modalità di compilazione è prevista per il rigo SX47 “Credito bonus riconosciuto”, riservato ai sostituti che hanno riconosciuto il credito bonus Irpef.
In particolare:
•    nella nuova colonna 1 “Credito residuo anno precedente” va indicato il credito residuo dell’anno precedente;
•    nella colonna 2 “Anno 2016” va riportato il credito bonus Irpef riconosciuto dal sostituto nell’anno della dichiarazione, al lordo di quanto eventualmente recuperato;
•    nella colonna 3 “Credito recuperato” va riportato il credito bonus Irpef riconosciuto e successivamente recuperato dal sostituto in sede di effettuazione delle operazioni di conguaglio, da esporre anche nella prima sezione del quadro ST. Tale credito recuperato non è quello utilizzato in compensazione, ma quello recuperato dal sostituito in quanto non spettante e può riferirsi anche a crediti bonus Irpef riconosciuti da precedenti sostituti;
•    nella colonna 4 “Credito utilizzato in F24” va riportato il credito bonus Irpef utilizzato nel modello F24 fino al 16 marzo 2017 (conguagli relativi al 2016 effettuati entro il termine del 28 febbraio 2017);
•    nella colonna 5 “Credito residuo” va riportato il credito bonus Irpef che eventualmente residua e che può essere utilizzato l'anno successivo, compreso dell’eventuale importo dichiarato in quadro DI con la Nota M.

QUADRO SY
Come di consueto, il quadro SY, nel quale vanno indicati i dati relativi alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi, nonché le ritenute operate ai sensi dell’articolo 25, D.L. 78/2010, è diviso in 4 sezioni:
•    Sezione I e II, per riepilogare i dati relativi alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi, di cui dall’articolo 15, comma 2, D.L. 78/2009. La seconda sezione deve essere compilata nell’ipotesi in cui il creditore pignoratizio sia una persona giuridica;
•    Sezione III, che deve essere compilata, da parte delle banche e delle Poste Italiane Spa, per indicare la ritenuta operata a titolo di acconto, nella misura dell’8%, all’atto dell’accredito dei pagamenti, dovuta dai beneficiari per i bonifici disposti dai contribuenti per usufruire di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta (articolo 25, D.L. 78/2010);

•    Sezione IV, che va compilata per indicare le somme corrisposte ai percipienti esteri privi di codice fiscale, ai quali il sostituto d’imposta abbia erogato somme relative a redditi di lavoro autonomo.

SVALUTAZIONE CREDITI
Il plafond del 5% va confrontato con il totale delle svalutazioni e degli accantonamenti dedotti
Con la risoluzione n. 65/E/2017 l’Agenzia risponde al quesito posto da una società che chiedeva di esprimersi in merito a quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 13458/2015, secondo la quale l’importo delle svalutazioni e degli accantonamenti, da assoggettare al controllo (ai fini della deduzione) con il 5% del valore dei crediti iscritti a bilancio, è dato dal totale degli accantonamenti civilistici al fondo svalutazione crediti e non dall’ammontare fiscalmente dedotto.
Il documento di prassi precisa invece sul punto che, come evidenziato anche nelle istruzioni al modello Redditi SC:
-    il confronto con il 5% del valore nominale o di acquisizione dei crediti, necessario per stabilire quando la deduzione fiscale della svalutazione non è più ammessa, deve essere effettuato con il totale delle svalutazioni e degli accantonamenti dedotti e non con quelli complessivamente imputati in bilancio;
-    se in un esercizio l'ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti dedotti eccede il 5% del valore nominale o di acquisizione dei crediti, concorre a formare il reddito dell'esercizio l'eccedenza e non tutti gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti effettuati nell'esercizio medesimo.
(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 65, 08/06/2017)

RATING DI LEGALITÀ
Da ottobre il riconoscimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in visura camerale
Grazie all’intesa tra InfoCamere e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato le visure estratte dal Registro Imprese delle Camere di Commercio conterranno l’indicazione del rating di legalità rilasciato dall’AGCM. Il rating di legalità è uno strumento introdotto nel 2012 volto alla promozione e all'introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, tramite l'assegnazione di un riconoscimento indicativo del rispetto della legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta e, più in generale, del grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business. L'elenco completo delle aziende che finora hanno ottenuto il rating di legalità, con il relativo punteggio, è pubblicato sul sito web www.agcm.it e dal prossimo mese di ottobre sarà integrato nelle visure del Registro Imprese rilasciate dalle Camere di Commercio.
(Unioncamere, comunicato stampa, 07/06/2017)

USURA
Aggiornati i tassi soglia per scoperti di conto corrente, leasing e mutui
È stato pubblicato il decreto che fissa i nuovi tassi soglia per determinare l’usura per il trimestre 1° luglio 2017 – 30 settembre 2017. Per le aperture di credito in conto corrente oltre i 5.000 euro il tasso soglia su base annua è pari al 15,3375%. Per gli anticipi, gli sconti commerciali e i finanziamenti all’importazione oltre i 200.000 euro il tasso soglia su base annua è pari all’8,40%. Per i leasing strumentali oltre i 25.000 euro il tasso soglia su base annua è pari al 9,30%. Per i mutui con garanzia ipotecaria a tasso fisso è pari al 7,4875% mentre per quelli a tasso variabile il tasso soglia su base annua è pari al 7,0375%. Nell’allegato A al decreto sono specificati i tassi soglia per tutte le categorie di operazioni.
(Ministero dell’economia e delle finanze, decreto 27/06/2017, G.U. n. 151 del 30/06/2017)

DIRITTO CCIAA
Approvata per 79 Camere di Commercio la maggiorazione del 20% del diritto annuale
È stato pubblicato il decreto recante l'incremento della misura del diritto annuale per gli anni 2017, 2018 e 2019. Il provvedimento sancisce che è autorizzato un incremento della misura del diritto annuale fino al 20% per il finanziamento dei progetti camerali, condivisi con la Regione, indirizzati alla attuazione di “politiche strategiche nazionali” in tema di sviluppo economico e di servizi alle imprese. Un totale di 79 Camere di Commercio ha deliberato la percentuale di aumento da applicare ai diritti annuali e l'elenco delle suddette CCIAA interessate è stato allegato al decreto del 22 maggio 2017. Il decreto stabilisce che le imprese che hanno già provveduto al versamento del diritto annuale per l’anno 2017 possono effettuare il conguaglio rispetto all’importo versato entro il 30 novembre 2017, senza sanzioni e interessi.
(Ministero dello sviluppo economico, decreto 22/05/2017, G.U. n. 149 del 29/06/2017)

STUDI DI SETTORE
Approvate le tipologie di anomalie per il triennio 2013/2014/2015
L’Agenzia delle entrate ha approvato le tipologie di anomalie nei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, comunicati per i periodi di imposta 2013, 2014 e 2015. Sono comunicati agli indirizzi di Posta elettronica certificata dei contribuenti le comunicazioni di anomalia che vengono pubblicate all’interno del “Cassetto fiscale” ovvero sono trasmesse via Entratel all’intermediario che ha presentato la dichiarazione dei redditi qualora il contribuente abbia scelto questa modalità di invio in fase di presentazione del modello Unico. È stato pubblicato anche il software “Comunicazioni anomalie 2017” tramite il quale è possibile indicare i motivi che hanno generato l’anomalia o segnalare eventuali errori nella comunicazione ricevuta.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 106666, 06/06/2017)

INDIRIZZO PEC
Possibile la notifica via Pec anche per le persone fisiche ed i soggetti non obbligati a munirsi di Pec
I soggetti non tenuti per obbligo all’adozione di un indirizzo di Posta elettronica certificata possono richiedere che la notifica delle cartelle di pagamento e degli atti della procedura di riscossione coattiva mediante ruolo possa avvenire all’indirizzo Pec dichiarato all’atto della richiesta. Il servizio telematico per la comunicazione dei dati consente di trasmettere la comunicazione dell’indirizzo Pec: l’Agenzia delle entrate invia un messaggio contenente un codice di validazione per verificarne l’esistenza e l’effettiva disponibilità per il richiedente e l’indirizzo Pec ha validità a decorrere dal quinto giorno libero successivo a quello in cui l’ufficio attesta l’avvenuta ricezione.
(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 120768, 28/06/2017)

VOLUNTARY DISCLOSURE
Riapertura dei termini per l’accesso alla procedura di collaborazione volontaria per il rientro di capitali
La richiesta di adesione alla voluntary disclosure deve essere presentata entro il 31 luglio 2017 e può essere rettificata o integrata entro il 30 settembre 2017. I termini per aderire sono stati riaperti dal D.L. n.193/2016 che ha previsto un ulteriore intervallo temporale, che va dal 24 ottobre 2016 al 31 luglio 2017, in cui è possibile accedere alla procedura di collaborazione volontaria. La riapertura dei termini si applica sia per l’emersione di attività estere sia per le violazioni dichiarative relative a imposte erariali nazionali, vale a dire imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, Irap, Iva e dei sostituti d’imposta, nonché in materia di contributi previdenziali.
(Agenzia delle Entrate, Circolare n.19, 12/06/2017)

 






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