NEWS NOVEMBRE 2018

AGENTI DI COMMERCIO
Riapertura dei termini per l’aggiornamento delle imprese nel Registro delle Imprese e nel REA
L’articolo 11-ter, L. 108/2018 ha previsto che gli agenti e i rappresentanti di commercio che, a seguito della soppressione dei relativi ruoli, non hanno inviato al Registro delle Imprese l’apposita comunicazione di aggiornamento della propria posizione entro il 30 settembre 2013 possono provvedervi entro il prossimo 31 dicembre 2018. Recentemente il Mise ha chiarito che “per la sola categoria degli agenti e rappresentanti di commercio sono stati riaperti i termini per aggiornare telematicamente la loro posizione nel RI/REA, cosicché costoro, sia che fossero stati attivi che inattivi alla data del 13 maggio 2012, fino alla data del 31 dicembre 2018 potranno far valere la loro pregressa iscrizione nel soppresso ruolo …”. Il Ministero ha inoltre precisato che, diversamente da quanto previsto dal D.M. 23 aprile 2013, secondo il quale la proroga del 12 maggio 2013 a quella del 30 settembre 2013 riguardava sia gli agenti e rappresentanti di commercio che le altre tre categorie di ausiliari del commercio (agenti di affari in mediazione, spedizionieri, mediatori marittimi), la riapertura in commento riguarda la sola categoria degli agenti e rappresentanti di commercio.
(Ministero dello sviluppo economico, circolare n. 3709/C, 19/10/2018)

ATTIVITÀ DI VENDITA PORTA A PORTA
Certificazione tramite corrispettivi telematici delle vendite al dettaglio tramite incaricati “porta a porta”
Una società che svolge attività di vendita al dettaglio tramite incaricati “porta a porta” e che ha una struttura composta da varie filiali commerciali, distribuite su tutto il territorio nazionale, ognuna delle quali si avvale di più venditori impegnati nelle vendite a domicilio nella zona assegnata, ha presentato una istanza di interpello per verificare se le vendite che vengono certificate attraverso un terminale (computer portatile e pos) che ogni venditore utilizza per l’emissione della fattura e per l’incasso della moneta elettronica possono rientrare nel sistema di certificazione tramite corrispettivi telematici. Ai sensi del provvedimento n. 182017 del 28 ottobre 2016, l’Agenzia delle entrate chiarisce che è possibile qualificare l’organizzazione rappresentata come una struttura con più punti cassa (terminali) per singoli punti vendita (filiali). La circostanza che i diversi punti cassa non siano collocati all’interno del singolo punto vendita non costituisce motivo ostativo, atteso che il sistema descritto garantisce la sicurezza e l’inalterabilità dei dati trasmessi dai terminali al server-Rt collegato ai vari punti cassa, collocato all’interno di ciascun punto vendita e l’effettuazione di efficaci operazioni di controllo da parte delle autorità preposte.
(Agenzia delle entrate, risposta ad interpello n. 53, 25/10/2018)

GRUPPI IVA
Analisi dei requisiti soggettivi, degli effetti e delle vicende modificative ed estintive del Gruppo Iva
L’Agenzia delle entrate ha fatto il punto sul nuovo regime del Gruppo Iva che, in un’ottica di semplificazione, ha previsto la possibilità per tutti i soggetti Iva stabiliti in Italia, per i quali ricorrono i vincoli finanziario, economico e organizzativo, di costituire un unico soggetto passivo ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Per aderire all’istituto, è sufficiente che il soggetto rappresentante del Gruppo presenti telematicamente il modello approvato il 19 settembre 2018. Per il primo anno di applicazione, se l’opzione viene esercitata entro il 15 novembre 2018 il Gruppo Iva avrà efficacia dal 1° gennaio 2019. A regime, invece, si potrà presentare la dichiarazione fino al 30 settembre per costituire il gruppo dal primo gennaio dell’anno successivo. Il Gruppo Iva si inserisce nel panorama nazionale come un autonomo soggetto passivo d’imposta, in quanto tale titolare degli stessi diritti e degli stessi obblighi di qualsiasi altro soggetto passivo e identificato, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, mediante un proprio numero di partita Iva ed una propria autonoma iscrizione al Vies.
(Agenzia delle entrate, circolare n. 19, 31/10/2018)

CREDITO DI IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO
La media degli investimenti 2012-2013-2014 deve includere tutti i costi ammissibili sostenuti
Un’impresa italiana ha realizzato attività di ricerca, sia per conto proprio, sia su commessa di un’impresa francese, nei periodi di imposta dal 2012 al 2016. L’istante chiede se nel calcolo del beneficio per i costi sostenuti nel 2017 (solo per conto proprio) si debba calcolare la media dei costi sostenuti negli anni 2012/2013/2014 considerando anche le attività derivanti dalla commessa della società francese, considerato che tale tipologia di attività è venuta meno nel 2017. L’Agenzia delle entrate afferma che al fine di verificare se vi è un incremento di spesa agevolabile, il principio di omogeneità si applica includendo nella media tutte le possibili configurazioni che l’attività di ricerca agevolabile può assumere (interna, commissionata a soggetti residenti o svolta su commissione di soggetti esteri), prescindendo dalla differente configurazione delle attività effettuate nel periodo per il quale si calcola il beneficio.
(Agenzia delle entrate, risposta ad interpello n. 58, 02/11/2018)

CESSIONI INTRACOMUNITARIE
Cessione di beni lavorati da terzi effettuata nei confronti nel paese di destinazione del bene
La cessione intracomunitaria di beni, che prima di essere trasferiti al committente subiscono lavorazioni da parte di un terzo soggetto di altro paese comunitario, si intende effettuata nei confronti della partita Iva rilasciata dal paese di destinazione del bene e non di quella rilasciata dal paese della lavorazione, pure quando il committente si sia identificato anche in quest’ultimo. L’Agenzia delle entrate ha così esteso a questa nuova fattispecie i chiarimenti forniti nella circolare n. 13/1994 con cui – affrontando il caso di un operatore nazionale che cede materie prime a un soggetto greco, con consegna per conto di quest’ultimo, per la successiva lavorazione, a un soggetto portoghese, il quale a fine lavorazione invia i beni al committente – aveva qualificato l’operazione come cessione intracomunitaria da operatore italiano a operatore greco. L’impostazione, conclude il documento, è coerente con la circostanza che, da un lato, i beni hanno come destinazione finale il paese di stabilimento del committente (e non quello dove è effettuata la lavorazione, in cui transitano solo temporaneamente) e, dall’altro lato, la proprietà dei beni è trasferita dal cedente italiano al committente nel paese di destinazione del bene.
(Agenzia delle entrate, principio di diritto n. 10, 02/11/2018)





 






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